Il dibattito sulle aree idonee per gli impianti a fonti rinnovabili non è più una questione riservata agli addetti ai lavori: è diventato uno snodo centrale della transizione energetica italiana e, sempre più chiaramente, un terreno di confronto politico. Con la conversione del D.L. 175/2025, confluito nel pacchetto Transizione 5.0, il legislatore dichiarava l’obiettivo di mettere ordine in una materia frammentata, sotto la pressione di investimenti bloccati, contenziosi crescenti e obiettivi climatici sempre più stringenti. Tuttavia, a una lettura tecnica e sistemica, il risultato appare quantomeno deludente.
L’ assetto non solo non risolve molte delle criticità pregresse, ma introduce ulteriori elementi di rigidità che rischiano di rallentare lo sviluppo delle rinnovabili.
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