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Riciclo della plastica, lo Stato deve intervenire

Negli ultimi mesi, sono emerse difficoltà significative nella filiera del riciclo della plastica. In diverse decine di comuni il conferimento della plastica rischia di bloccarsi, con conseguenti disagi per le famiglie, per gli operatori commerciali e per le amministrazioni locali.
La questione, non riguarda soltanto la gestione locale dei rifiuti, il problema affonda le radici in dinamiche di mercato più ampie. In particolare, la filiera italiana del riciclo della plastica sta subendo una forte pressione competitiva dovuta all’ingresso sul mercato di plastica riciclata proveniente dall’estero, venduta a prezzi significativamente più bassi rispetto a quella prodotta in Italia.
La materia prima seconda importata, infatti, può arrivare sul mercato italiano a costi anche dimezzati rispetto a quelli sostenuti dalle aziende nazionali. Una condizione che penalizza le imprese italiane del settore, già gravate da costi energetici elevati e dall’obbligo di rispettare gli standard ambientali.
Per questo motivo, ho chiesto al Governo con un Interrogazione Parlamentare di valutare interventi concreti e tempestivi, in sede europea, per rafforzare i sistemi di controllo, tracciabilità e verifica del rispetto degli standard ambientali dei materiali plastici riciclati provenienti da Paesi terzi e immessi sul mercato europeo.
La potenziale distorsione competitiva rischia di compromettere la tenuta industriale e occupazionale della filiera nazionale del riciclo, nonché di indebolire il mercato delle materie prime seconde e il raggiungimento degli obiettivi di economia circolare perseguiti a livello europeo e nazionale.
Ho sollecitato anche l’introduzione di strumenti di sostegno e incentivazione che possano favorire l’utilizzo di plastica riciclata proveniente da filiere nazionali, rafforzando così il mercato interno delle materie prime seconde.
Intervenire oggi significa non solo sostenere un settore industriale strategico, ma anche tutelare l’intero sistema dell’economia circolare italiana, evitando che le attuali criticità possano trasformarsi in un effetto domino capace di compromettere la gestione dei rifiuti e gli obiettivi ambientali del Paese.

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