Ecomondo 2018

Da oltre vent’anni la fiera di Rimini è la casa del recupero di materia e dello sviluppo sostenibile. Ecomondo ha stimolato il cambio di paradigma, dalla crescita brown e lineare alla  green economy fino ad arrivare al nuovo paradigma dell’economia circolare, delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica.

Quest’anno sono stata presente come relatrice in alcuni eventi, fra cui la sessione plenaria di apertura della fiera, invitata da Edo Ronchi presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile. 

Allego una  parte di un mio  intervento pubblicata sulla Gazzetta del Mezzogiorno.

Non sono mai mancata alla Fiera ECOMONDO, lo scorso anno ho presentato un mio lavoro sull’analisi LCA della filiera tessile con l’associazione scientifica RETE Italiana LCA e quest’anno in questa nuova veste volevo proporvi giusto qualche riflessione, sul nuovo modello green e circolare, illustrato dal presidente nella relazione sullo stato della green economy per l’anno 2018. Concordiamo come Movimento 5 stelle sulla necessità di investire in questa transizione da un modello lineare brown ad un modello circolare green, che mira ad internalizzare le esternalità negative ambientali, con un approccio sistemico che finalmente tiene conto delle interazioni, fra il sistema economico, quello ecologico e sociale.

Siamo in linea anche sulle azioni di investimento da effettuare, nel NADEF sono riportate: la riqualificazione della rete idrica, la mitigazione del rischio idrogeologico e sismico, la valorizzazione dei beni demaniali, la riduzione delle emissioni soprattutto nel settore mobilità, cabine di regia sulla diminuzione dell’inquinamento, l’aumento dell’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e la promozione dell’economia circolare.

L’economia brown, lineare, continua ad avere la necessita di estrarre    continuamente stock di risorse naturali, e negli ultimi 30 anni, la quantità di materiali estratti per alimentare il nostro modello economico è aumentata del 60%.  Un quinto di queste risorse naturali, dopo la trasformazione in prodotti e dopo l’uso, a fine vita, diventa un rifiuto inutile. Per questo, è necessario disaccoppiare la crescita economica dal depauperamento di capitale naturale.  I tre principi base del nuovo modello green e circolare richiamano a preservare e valorizzare il capitale naturale, ad ottimizzare i rendimenti delle risorse, a promuovere l’efficacia del sistema.

È una grande sfida preservare e valorizzare il capitale naturale, la gestione attualmente non è affatto efficiente, dal punto di vista microeconomico i prezzi di mercato non riflettono i costi e i benefici completi di un prodotto e dal punto di vista macroeconomico, i valori ambientali, dai conti nazionali sono esclusi, e solitamente gli impatti ambientali vengono spostati ad altri paesi.  E’ evidente che per valutare in modo ottimale i diversi mix di opzioni di politiche da attuare è necessaria prima di tutto una contabilità completa, che tenga conto dei flussi fisici che attraversano il sistema economico-ecologico.

Articolo pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 9 Novembre 2018

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