“La centrale Enel di Cerano, una delle più grandi d’Italia, dovrà essere dismessa per rispettare gli impegni di decarbonizzazione, ma il progetto di riconversione ipotizzato – la produzione di moduli fotovoltaici – non ha avuto seguito, lasciando un vuoto industriale difficile da colmare. Sul fronte del polo chimico, la chiusura della linea di cracking sta mettendo in ginocchio i lavoratori dato che al contempo il piano di riconversione per la produzione di batterie, che avrebbe dovuto garantire un’alternativa occupazionale, è fermo al palo.
La mozione presentata in Parlamento sottolinea l’urgenza di un’azione coordinata per evitare che Brindisi subisca un declino industriale irreversibile. Tra le richieste avanzate: la bonifica delle aree inquinate, il potenziamento del porto come piattaforma logistica per il Mediterraneo, il rilancio delle energie rinnovabili e l’alta velocità ferroviaria. Misure che, ad oggi, restano sulla carta.”